Come creare il portafoglio di Ray Dalio

Probabilmente alcuni di voi ne hanno già sentito parlare e con questa guida voglio proporre una mia versione del portafoglio di Ray Dalio. Ma precisamente di cosa stiamo parlando?

Ray Dalio è uno dei più grandi investitori attualmente in vita e la 58esima persona più ricca al mondo. Nel 2013 Anthony Robbins pubblica il suo libro “Money Master the game” nel quale viene spiegato il portafoglio di Ray Dalio. Ma perché è famoso come portafoglio di investimento? Semplice, dal 1972 ha avuto un rendimento medio annuale pari a 9.7% e un drawdown massimo del 4% circa (nel 2008…).

Brevemente. Il portafoglio di Ray Dalio è detto All Seasons o All Weather perché mira ad essere performante in qualsiasi situazione economica. 

Difatti, Dalio ha previsto ben 4 diversi scenari legati a due parametri: Inflazione e crescita economica. Vi rimando ad una ricerca personale per maggiori dettagli. Qui voglio solo proporre il portafoglio di Ray Dalio tramite ETFs.

Come da grafico, il suddetto portafoglio si compone di: obbligazioni USA a lungo termine (40%), obbligazioni USA a medio termine (15%), azioni USA (30%), oro (7.5%) e materie prime (commodities, 7.5%).

Un problema di questa Asset Allocation sta nel fatto che si ha una esposizione totale al dollaro. Ovviamente per noi investitori europei questo è estremamente rischioso.

Visto l’enorme rischio valutario, ecco due versioni del Ray Dalio Portfolio: una fedele all’asset allocation originale e una adattata alla realtà europea. Per ogni versione ho eseguito dei backtest su Quantalys (vi invito a provare questa piattaforma) i cui risultati riassumerò in modo molto sintetico.

Ci tengo a precisare che la complessità del portafoglio di Ray Dalio è molto più elevata rispetto a quanto leggerete (ad esempio l’azionario si compone anche di una piccola percentuale di paesi emergenti e di small cap USA)… se fosse bastato acquistare qualche etf per replicare esattamente le sue performance allora saremmo tutti Ray Dalio.

Portafoglio di Ray Dalio originale:

40% — Lyxor US Treasury 10+y (Dist) / LU1407890620 / US10 / 0.07%  TER

15% — iShares US Treasury 7-10y (Dist) / IE00B1FZS798 / IBTM / 0.07% TER

30% — Lyxor MSCI USA (Dist) /  FR0010296061 / LUSA / 0.25% TER

7.5% — Invesco Physical Gold / IE00B579F325 / SGLD / 0.29% TER

7.5% — Lyxor Commodities / LU1829218749 / CRB / 0.35% TER

Backtest: in 10 anni si evidenzia una crescita del 165%. Tuttavia, è difficile replicare al meglio le performance del portafoglio originale, Ray Dalio di certo non usava gli etf ma acquistava i singoli titoli e anche strumenti a leva. Volatilità circa del 7%. Drawdown 2008 del 9.32%, comunque un ottimo backtest. Pro: rendimenti pazzeschi nel lungo periodo, ottima asset allocation per periodi in cui i mercati scendono. Contro: esposizione 100% in dollaro, non adatto ad investitori non statunitensi, dal 2009 ad oggi un portafoglio azionario ha premiato di più, da diversi anni le commodities hanno una performance negativa. COSTO IN COMMISSIONI: 0.15%.

Portafoglio di Ray Dalio adattato all’investitore europeo:

40% — iShares Euro Government Bonds 15-30y / IE00B1FZS913 / IBGL / 0.2% TER

15% — iShares Euro Government Bonds 7-10y / IE00B1FZS806 / IBGM / 0.2% TER

20% — SPDR Euro Dividend Aristocrats (Dist) / IE00B5M1WJ87 / EUDV / 0.3%

10% — iShares World Momentum Factor (Acc) / IE00BP3QZ825 / IWMO / 0.3%

7.5% — Invesco Physical Gold / IE00B579F325 / SGLD / 0.29% TER

7.5% — Lyxor Commodities / LU1829218749 / CRB / 0.35% TER

Backtest: un portafoglio con volatilità del 5.3%. Decisamente più prudente del Ray Dalio originale ma allo stesso tempo meno performante sul lungo periodo e il motivo è ovvio: abbiamo contenuto l’esposizione sui mercati americani. I titoli azionari e obbligazionari americani sono più volatili ma negli ultimi 10 anni stanno dando risultati nettamente superiori rispetto alle controparti europee, ecco perché questo Portafoglio Adattato ha una performance a 10 anni del 83.66% (vs 165%). Ho inserito un ETF World per non perdere la fase bull del mercato usa. Drawdown 2008 del 14.7%. Esposizione valutaria: 22% USD, 78% Euro. COSTO IN COMMISSIONI: 0.22%.

Commento finale: un investitore europeo deve fare i conti con un mercato ben diverso da quello americano. Se da un lato abbiamo un Nasdaq 100 che in 10 anni ha permesso di decuplicare un ipotetico investimento su quell’indice, dall’altro lato abbiamo un mercato azionario europeo che vive periodi di alti e bassi. Dal 2009 è sicuramente il mercato USA il più performante, ma sarà sempre così? Un investitore di lungo periodo dovrebbe valutare i mercato in un arco temporale di 20-30 anni e in quel caso il discorso cambierebbe, gli USA tra il 2000 e il 2010 hanno avuto un rendimento azionario negativo o neutrale.

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